Web writer, social media editor e chiunque si occupi di scrittura professionale è tenuto a creare contenuti pertinenti.

L’obiettivo non è soltanto quello di applicare una strategia di comunicazione efficace ma è soprattutto quello di emergere nel mare sconfinato del web.

La base dell’Inbound Marketing è proprio la presenza nei propri siti, al di là della grafica e della user experience che sono comunque elementi importanti del gioco, di contenuti unici e validi che attirano il visitatore e gli algoritmi dei motori di ricerca.

Anche per questo i blog stanno dilagando nel tentativo di attrarre un numero consistente di visitatori.

E’ necessario però conoscere il target di riferimento per raggiungere obiettivi.

Se, ad esempio, produci o vendi abiti da uomo e vuoi scrivere qualcosa di attrattivo, è bene che tu conosca il profilo dei tuoi potenziali clienti. I prodotti da consigliare, recensire o fotografare saranno molto diversi se il tuo cliente ideale è uno studente universitario che passa le sue giornate in facoltà  o un manager che deve avere un aspetto professionale ed elegante.

 

Gli strumenti per fare Inbound marketing   sono:

  • il contenuto (che sta alla base di qualsiasi strategia);
  • la SEO (Search Engine Optimization);
  • Il Social Media Marketing;
  • il SEM.

I vantaggi dell’inbound marketing possono essere ottenuti da qualsiasi azienda che utilizzi il  web  come mezzo di comunicazione con clienti esistenti e potenziali:

  1. La capacità di essere trovati su Internet attraverso le parole chiave che potenziali clienti usano per cercare la risoluzione ad un problema di business. In altre parole, amplificare la probabilità di essere “scoperti” o “rintracciati” su Internet, in contesti affini al business che l’organizzazione conduce.
  2. Capire cosa fanno i potenziali clienti una volta arrivati sul sito web. Che cosa leggono, che argomento,
  3. Quale problema, soluzione o prodotto li attrae maggiormente, etc. Questo punto viene chiamato anche “conversione” (dall’inglese “conversion”), in quanto racconta all’organizzazione in che modo potenziali clienti diventano tali. Usando una analogia relativa alla vendita al dettaglio di scarpe, un potenziale cliente (del negozio di scarpe in questione, che non sa ancora di esserlo) passeggia per il marciapiede. Passa davanti alla vetrina. Da un’occhiata perché sa che a breve avrà bisogno di paio di scarpe nuove. Vede dei modelli nuovi, che incontrano decisamente il suo gusto e sono anche relativamente a buon mercato. Entra e comincia a parlare con la commessa. In questo preciso istante è avvenuta la conversione. Da passante “ignaro” a potenziale cliente.
  4. Tracciare, misurare ed ottenere una semplice reportistica che fornisca all’organizzazione informazioni utili a comprendere come migliorare il sito web, quali social network sono più efficaci ed efficienti, cosa piace e cosa non si sintonizza con i potenziali clienti, e soprattutto come avviene la conversione da potenziale cliente a cliente vero e proprio. Quali fattori contribuiscono in modo decisivo, cosa deve essere migliorato o abbandonato.